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02/01/2008

Soulgrinder - DAMNARECORDSANDBOOKS !!!

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Author Stefano Coderoni

Il termine "Anthenora" indica un girone infernale,quello in cui vivono i traditori della patria, immersi in un lago ghiacciato.....una scelta originale,ma coerente, per il nome di una band votata esclusivamente alla conservazione di uno stile tradizionale ed incorrotto.
Provengono da Saluzzo, in provincia di Cuneo,e sono attivi dall'inizio degli anni 90; vantano collaborazioni di tutto rispetto con Kiko Louriero(Angra),White Skull,Chris Bolthendal (leader dei Grave Digger che ne ha curato l'attivita' promozionale),Brocken Arrow, e Power Symphony, ma sopratutto con Nicko Mc Brain degli Iron Maiden che li ha scelti per suonare in alcuni suoi "Drum-shows" in Italia e in Grecia nel 2002,2003 e 2004...e cio' dovrebbe essere abbastanza per farne comprendere il valore..
"Soulgrinder" e' il terzo disco ufficiale del gruppo, oltre a tre demos, che segue il mini-CD "The general is awakening" e il fortunato ed "internazionale" "The last command",pubblicato per l'ispano-tedesca Locomotive Music.
Tanto interesse da parte di "Big" del metal internazionale nei confronti degli Anthenora puo' essere un mistero per chi si fosse perso le passate releases del gruppo,ed e' anche per questo,sopratutto per questo, che bisogna ancora parlare di questo eccellente "soulgrinder" a quasi due anni dalla sua pubblicazione.

Gli Anthenora "nascono",essenzialmente, come cover-band degli Iron Maiden, ma ben presto perdono quella matrice stilistica limitante, aprendosi a altre suggestioni solo ed esclusivamente Metal ,quello con la M maiuscola........Tra gli affiliati piu' deferenti alle matrici classiche del genere in Italia, gli Anthenora sono fra quelli che meglio sanno interpretare l'uso della doppia chitarra ( o "ascia", come farei meglio a chiamarla, visto il contesto in cui opera....), e solo in pochi sanno dare forma, come loro, a quell'alchimia sonora,inesplicabile nella forma ma non nei risultati, che in termini poveri viene definita "atmosfera"....A tutto cio', se non bastasse, aggiungerei che il metal di questo gruppo e' "trascinante"...una parola semplice, ma solo apparentemente scontata;e' fuori discussione come la gran parte delle bands che operano in territori stilistici simili non sappiano riprodurre quel "quid" che trascina l'ascoltatore "oltre" la barriera del suono compresso, e oltre la soglia dello stordimento fisico....gli Anthenora, a mio avviso, sono fra i pochi depositari di una "conoscenza",tutt'altro che iniziatica e probabilmente inconsapevole, che e' "merce" quasi esclusiva dei grandi gruppi del passato, dei padri putativi dell'intera scana Metal.

Passando a "Soulgrinder", il tema dell'"atmosfera" e' gia' centrato direttamente dall'introduzione pseudo-musicale, semplice ed effettistica, ma subito capace di distinguersi dalla massa delle solenni e inconcludendi "intros" che da sempre annoiano l'ascoltatore medio ancor prima dell'inizio del disco....
L'iniziale "Dawn of blood" gia' marca la distanza fra gli Anthenora e i sudditi meno ispirati di un ceto tipo di Metal "ambito" nelle intenzioni,ma ma quasi mai realmente rivitalizzato nei fatti: la voce virile di Luigi Bonansea non ha niente da spartire con le voci efebiche di tanto Power -metal da classifica, ma sa scuotere i nervi e slegare la fantasia di chi ascolta; a coadiuvarlo due chitarristi (Stefano "Pooma" Pomero e Domenico "Mekk" Borra) efficaci e precisi come i piu' perfidi rasoi, e una sezione ritmica da applausi (il bassista Steve Balocco e il batterista Fabio smareglia)....Insieme, cinque elementi coesi ed in grado di effettuare con grandi risultati quella "sintesi" stilistica tanto ambita nell'ambito del metal "classico", ovvero la contaminazione esclusiva tra Metal "old school" di matrice classica anglo-americana e le propaggini piu' spettacolari e celebri del Power Metal tedesco/europeo degli anni 80/primi anni 90. , ovvero le due correnti egemoni del metal da "defenders",come si definisce con una punta di ironia,talvolta...
Alla prima fonte si deve il riffing cromato e gli intrecci chirtarristici,alla seconda il chorus trascinante ma non ruffiano,e l'incedere pseudo-epico di un riff melodico, suonato praticamente all'unisono dalle due chirarre,e cosi raro nella sua efficacia.
"Order of Hate" segue , come da copione gia' utililizzato milioni di altre volte, sciorinando un mid-tempo "defaticante" dopo l'adrenalina fatta scorrere dal brano precedente, ma non per questo si assesta a livelli molto inferiori.....infatti e' un brano impostato su un riff che sposta i sassi, ma conseva una leggerezza d'arrangiamento che ne ottimizza l'aspetto melodico; eccellente la progressione armonica che prepara al "climax" espresso dall'assolo.
"A new rebellion"e' un'altro brano che avrebbe fatto gridare al miracolo in un altro contesto meno ispirato, ma in "Soulgrinder" tutto va valutato in un'ottica un po' diversa....basato su un riff perentorio,ma dal ritmo vorticoso e dagli sviluppi imprevedibili, si distingue per il chorus memorabile e per la parte centrale strumentale,dove le due chitarre sembrano aver capito tutto,sia nelle parti ritmiche,sia negli assoli incrociati.....tutto scontato,ma cosi' efficace!
La title-track "Soulgrinder" e' invece un'episodio meno agile, pesantissima e col suono compresso al massimo consentito in questi territori.....si sfiorano a tratti i Pantera piu' True-metal degli esordi , ma con un suono piu' moderno, ma c'e' meno cattiveria fine a se stessa e meno auto-compiacenza nello stritolare anime e laringi....
"The call of the undead" tiene fede al suo titolo,avvalendosi di alcuni effetti sonori non-musicali alquanto inquietanti,seppur scontati in simili contesti..Anche in questo caso, e' splendido l'arrangiamento della doppia chitarra.
"Undred knives",dal titolo splendido, e invece piu' ordinaria,lenta e atmosferica,con scorci solenni e voce recitativa e sofferta...mi ricorda ,alla lontana,qualcosa dei primi Queesryche,ma piu' cattiva....Ancora una volta l'omaggio ai maestri del genere e' solo un'appoggio alla propria ispirazione ,e non un'atto scortese di plagio banale ed insignificante.;da questo punto di vista,gli Anthenora "prendono" da tutti, ma non depredano nessuno...e questo e' consentito dalla legge e dalla logica,oltre che dalla morale.

Discorso a parte merita "Fatherland", brano che ha le stimmate del "classico"...... un pezzo che, inciso in un qualsiasi disco degli anni 80 avrebbe consegnato i suoi autori agli annali e all'imperituro ricordo........un pezzo che vi spazza via gia' all'inizio,prima ancora di arrivare all'indimenticabile chourus in grado di annichilire le ambizioni di tanti sedicenti "epic-heroes" dei nostri giorni tutt'altro che eroici......Nella parte centrale,strumentale, i "pesi" della strumentazione vengono calibrati con la sapienza dei mastri artigiani,e non con il solo intuito degli apprendisti.....Unico neo in un pezzo altrimenti fantastico: il riff "portante",,magnifico nella sua semplicita' , ripetuto ciclicamente ,troppe volte,senza alcuna variante.....gli Anthenora in questo caso hanno sfiorato il capolavoro.

"Cassandra" ha lo spiacevole compito di seguire a ruota "Fatherland",ma si distingue per la sua struttura meno ordinaria e per una grande interpretazione vocale . questo brano puo' essere definito,fatte le debite proporzioni,un coraggioso mix fra la struttura musicale inusuale dei Queensryche di "Rage for Order",ed alcuni elementi del power metal tedesco..... Solo in pochi "osano" in questo campo, e gli Anthenora offrono una ulteriore prova di uno stile "conservatore" ma niente affatto appiattito su se stesso, e sempre in grado di aggiungere qualcosa di imprevedibile.
A seguire, "Hellish fire", infuocata gia' nel titolo,serratissima e definita da un riff col "fischio" della chitarra sull'ultima nota, un cliche' molto in voga tanti anni fa......il pezzo ha un "tiro" eccezzionale, da autentici fuoriclasse, e forse il merito maggiore va alla sezione ritmica in grado di intensificare il ritmo e far "respirare" la struttura del branoquando occorre....L'epicita' controllata,e la melodia vigorosa fanno di questo brano un'altra gemma che va (ri)scoperta, assolutamente.
Bello e' anche il tema di "Dream Catcher",alternato con sapienza dal riff impostato su ritmi "galopping"( per dirla alla maniera tanto cara ai fans sfegatati degli Iron Maiden.....);il pre-chorus e' improvviso e riuscitissimo,e prelude a qualcosa di migliore, ma il chorus vero e proprio mantiene solo in parte tale promessa.;il brano raggiunge tuttavia l'apice durante la parte strumentale grazie a un "time-signature" da manuale, e un assolo ancora una volta tecnico ed "emotivo" quanto basta.
Ancora "fischi" sull'ultima nota del riff (piu' scontato e molto "deja-vu", questa volta....) della conclusiva e programmatica "Steel brigade", titolo che farebbe vergognare chiunque non si professi un'autentico "difensore della fede".....Il brano e' Judas Priest, e piu' di cosi' davvero non si puo' senza rischiere il plagio e il giudizio in tribunale....... anche gli assoli sono impostati alla Tipton il primo (piu' "melodico/pulito) e alla Downing il secondo (piu' "sporco,con maggiore distorsione)...........davvero niente male per un gruppo "specializzato" in materia Iron Maiden....

In tutto "Soulgrinder" si sentono i martelli sull'incudine,il fuoco che divampa, si ergono i pugni al cielo e si invocano dei e forze che non esistono, o che perlomeno si negano...si ascolta il ruggito di una rabbia di cui non si capiscono origine e limiti, ci si compiace delle proprie accellerazioni cardiache senza rimanerne vittime, si possono far torti,impunemente, perche' la giovinezza e' complice degli errori e attenua il giudizio e nega la pena piu' severa, e si tollerano i torti subiti perche' c'e' il tempo per metabolizzarli,farne carta straccia e far finta di dimenticare,trovando proprio nel tempo, ampio, che rimane il miglior complice per impacchettare il dolore e gettarlo nei fossi delle nuove strade da percorrere.. ....
"Soulgrinder", involontariamente, e' anche tutto questo, un semplice disco di heavy metal ,di quelli "fatti bene", in grado di rinnovare tutti i luoghi comuni che ci tengono compagnia oltre la loro temporanea funzione d'intrattenimento,intrecciandosi ai ricordi che dissolvono, ai venti anni che non ci sono piu', e......e chi se ne frega.

Mi rivolgo sopratutto a quelli che hanno raggiunto gli "..anta..." e che ancora non hanno barattato la propria energia con la tisana di una vita incerta e fallimentare:
probabilmente qualcuno fra voi l'ha gia' capito: non comprarsi una copia di "Soulgrinder" potrebbe essere pericoloso. ...
Domani potreste svegliarvi molto piu' vecchi di un solo,singolo, giorno...

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