Reviews



15/05/2006

Soulgrinder - METAL HAMMER 4/6


Mark 4/6
Author Filippo Pagani

Questa band piemontese tutela da circa quindici anni i moventi che danno luogo al metal classico.
Il genere di appartenenza li ha onorati, come del resto ingabbiati, in un clichè che poco infastidiva le maggiori testate mondiali del settore, le quali tributavano ottime votazioni al quintetto autore del debut "The Last Command" nel 2003. All'interno del nuovo "Soulgrinder" gli Anthenora dimostrano di aver compiuto passi compositivi da gigante, alla pari della maturità tecnica ormai pienamente acquisita. Però alcuni dei fili che li legavano al recente passato si sono spezzati.
Il primo a sfoggiare un cambiamento nell'approccio è Luigi Bonansea, efficace nel lavorare su toni meno laceranti e su interpretazioni più profonde. I chitarristi Pomero e Borra conducono l'album sulle scie alate del metal americano e scandinavo, con soluzioni molto vicine a Nevermore e
In Flames, restando fedeli alle origini solo in una manciata di canzoni come "Steel Brigade", orientata sul daffare di Riot e Vicious Rumors degli anni Ottanta. Altrove lo standard resta elevato, grazie anche ad un songwriting ispirato, il sound si fa anche più moderno ("Fatherland", "Hellish Fire") e diventa una sorta di post rock di maideniana memoria in "Dream Catcher". Come back di qualità ineccepibile, ma che forse farà digrignare qualche fan storico.

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