Reviews



06/05/2006

Soulgrinder - METALHOLOCAUST !!!

http://www.metalholocaust.com
author Metal Mauro

A poco più di un anno dall'ottimo debutto, tornano i piemontesi Anthenora con "Soulgrinder", loro secondo full lenght album.
Sin dalle prime battute si nota un piacevole inasprimento del sound, inoltre l'album nel suo complesso a toni più oscuri rispetto a quanto fatto in precedenza (passando dall'artwork alla musica). Si parte alla grande con "Dawn Of Blood", pezzo roccioso e dall'attacco pirotecnico che poi da spazio a sfuriate speed " thrash, che complice la voce roca di Luigi Bonansea mi ricordano i Grave Digger più cattivi, "Order Of Hate" gioca più sulle atmosfere oscure di cui sopra con discreti risultati, mentre "A New Rebellion" torna a premere sull'acceleratore con una buona prova delle due asce.
La title track e l'ottima "The Call Of The Undead" (highlight del disco) rafforzano l'idea di un generale indurimento del sound, frutto sicuramente della buona produzione, potente, ben bilanciata su ogni strumento e pulita, poi non riesco a togliermi dalla testa un certo nome: Grave Digger" molto è dovuto alla voce di Luigi, che in certe tonalità ricorda moltissimo Boltendhal, mentre a livello musicale gli scava-fosse tedeschi vengono "omaggiati" in alcune sfuriate, anche perché Pomero e Borra alle chitarre hanno un approccio più orientato sulla melodia rispetto a quanto non faccia Manni Schmidt.
Nella parte finale del disco gli Anthenora danno spazio a mid tempo al granito come "Fatherland" e l'ottima "Cassandra", ma nelle bellissime "Hellish Fire" e "Dream Catcher" è nuovamente l'Heavy Metal più veloce che torna a spadroneggiare; grazie alla solida prova della sezione ritmica Smareglia / Balocco che non sbaglia un colpo su tutto il disco, dando possibilità alle chitarre di interessere riff ora veloci e taglienti, ora pesantissimi e inossidabili, insomma, mettetela come volete ma a farne le spese sarà sempre in vostro collo, incrinato dall'headbanging"
Il mio parere non cambia rispetto a quanto scrissi per il primo disco, anzi, ne esce rafforzato: band molto valida e preparata, non cercano l'originalità ma basano il loro sound sui dettami classici del genere, cercando chiaramente di dare un'impronta di personalità, riuscendo nell'intento, il resto sta a voi: se cercate modernismi e simili state alla larga, se volete una cascata di ottimo metallo, mettete il salvagente e poi tuffatevi a capofitto!

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