Reviews



07/05/2006

Soulgrinder - MUSICSQUARE 9/10

http://www.misicsquare.it
mark 9/10
author Ivan

Ecco al secondo, attesissimo appuntamento con gli Anthenora, ottima band di puro Heavy Metal da Cuneo della quale avevo già recensito con ottimi risultati il precedente lavoro, "The last command", del 2004 e che, dopo un passato da cover band degli Iron Maiden (riconosciuta dai Maiden stessi tra l'altro e forte di un tour con mr. Nico McBrain!!!)si è cimentata nella stesura di pezzi propri, regalando al panorama metallico tutto quello che ci godiamo al giorno d'oggi a marchio Anthenora.
Come da aspettativa, i nostri non deludono nemmeno in questo nuovo appuntamento dove ci propongono un full lenght di quasi un' ora di durata pieno di tutto quello che un metallaro può chiedere dalla vita.
Ascoltando gli Anthenora si provano tante diverse emozioni, si parte dalla furia omicida di un pezzo come "Dawn of Blood" sparato a mille, per passare a un mid tempo spaccaossa come "Order of Hate", con il suo ritornello melodicissimo ma sempre con un pizzico di cattiveria in più della media che non guasta mai, soprattutto da parte dell'ottimo cantante Luigi Bonansea, poi supportato nella sezione melodica dei pezzi dalle strabilianti chitarre di Stefano Pomero e Domenico Borra, tessitori di intricati solismi e melodie armonizzate da pelle d'oca per tutta la durata del disco.
Non mancano momenti più sperimentali come l'inizio della song che dà il nome al cd, "Soulgrinder", intro che sfocia poi in una ritmica in classico stile Heavy, ma questa volta di stampo più thrash, alla Kreator per intenderci.
Per quanto riguarda i suoni scelti per le registrazioni, mi sento di criticare un attimo le chitarre che risultano non pulitissime sempre in fase ritmica (mentre molto bello è il suono solista), e forse la batteria lasciata un po' troppo bassa in fase di mastering a favore di una voce spumeggiante e sempre più che presente in tutto il cd insieme alle chitarre. Si parla sempre e comunque di finezze che non vanno assolutamente ad intaccare il risultato finale, un vero e proprio macigno!
Menzione particolare anche per la sezione ritmica di Steve Balocco e Fabio Smareglia, rispettivamente bassista e batterista, che si rendono ancora una volta capaci di stendere un tappeto veramente solido e roccioso sul quale la sezione melodica non può che viaggiare sicura.
Fra i momenti che mi sono piaciuti maggiormente all'interno durante l'ascolto cito la parte strumentale di "The call of the undead", così come un po' tutti i pre (o post) assoli che vedono spesso e volentieri intrecci melodici di chitarra a cura dei due axeman che si dimostrano sempre all'altezza del genere che suonano, l' arrangiamento di "Cassandra" così particolare e curatissimo e gli assoli di "Steel brigade", una pura scarica di adrenalina!
Forever meeeetttttaaaaaalllllllllllllll!!!!!

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