Reviews



17/04/2006

Soulgrinder - SILENTSCREAMZINE 7/10

http://www.silentscreamzine.com
mark 7/10
author Flavio Ignelzi

Gli Anthenora sono la dimostrazione vivente di come sia imprevedibile e perverso il mondo del metal business. Attiva fin dal lontano 1991, la band piemontese riesce a raggiungere l'agognato debutto discografico soltanto nel 1994 con l'album "The Last Command", accolto con favore dalla stampa specializzata. Esce oggi il secondo capitolo ufficiale a titolo "Soulgrinder", un album potente che ancora rimbomba dagli amplificatori fumanti del mio impianto stereo, un ritorno a sonorità che non sentivamo da tempo e che dimostra inequivocabilmente come l'amore per il thrash sia sempre vivo e vegeto. Un avvincente concentrato di potete metallico rivolto in un'unica direzione e con un unico scopo: quello di annichilire l'ascoltatore. Siamo di fronte ad una realtà emergente, sebbene già in possesso della necessaria esperienza, con le carte in regola per farsi notare oltre i patri confini. "Dawn Of Blood" (dopo l'inquietante intro "June 6th, 1944, Overlord") dimostra immediatamente che la lezione di gruppi importanti come Metal Church o Iced Earth non è andata perduta nei meandri della storia: riffing ottantiano e spietatezza moderna si intrecciano in un connubio alquanto efferato. "Order Of Hate" si muove con passo cadenzato, ma con una determinazione impressionante, così come "A New Rebellion", che predilige invece l'urgenza dello speed in uno schema consolidato che non lascia respirare. La title-track maideniana o "The Call Of The Undead" dimostrano quanto sia fondamentale il lavoro incrociato delle due chitarre nell'economia sonora della band, prima di una power-ballad come "Hundred Knives", uno dei picchi qualitativi dell'album, in cui riecheggiano sentori dei campioni Nevermore. Il vero punto di forza degli Anthenora pare essere la struttura dinamica delle composizioni, che evita di svilire ed appiattire il risultato, rendendolo anzi ancora più letale. Probabilmente in Italia non ci era mai capitato di ascoltare niente di così efficace in questo genere specifico. Speriamo che tanto talento non vada sprecato e che "Soulgrinder" ottenga la giusta esposizione.

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