Reviews



20/05/2006

Soulgrinder - STEREOINVADERS 7,5/10

http://www.stereoinvaders.com
mark 7,5 / 10
author Psychotron

Provengono da Cuneo e sono al secondo album gli Anthenora dopo il debutto nel 2004 ("The Last Command"). Noti come brillante cover band dei Maiden (benedetti da Nicko McBrain in persona!), Gigi, Stefano, Domenico, Steve e Fabio, vogliono giustamente creare qualcosa di proprio e mettere al servizio della musica un'esperienza pluridecennale di militanza nella scena heavy nostrana. Particolare forse irrilevante ma che mi piace sottolineare è che ho molto apprezzato il CD già a partire dalla confezione dell'oggetto, bel layout, bella grafica, belle scelte cromatiche, davvero convincente e gradevole nella sua intensa essenzialità. A livello produttivo (Tony "Mad" Fontò e Nick Savio) la via seguita è quella di un sound moderno ed internazionale, il che porta ad uno standard qualitativo più che degno la proposta della band, anche se personalmente preferisco suoni meno taglienti "digitali" e cristallini, ma sono gusti, si sa. Musicalmente il background dei nostri è molto classico; tuttavia al di là dei prevedibili Iron Maiden e del cosiddetto US metal tra Iced Earth Metal Church, Jag Panzer e Vicious Rumors (ma c'è anche qualcosa di tedesco negli spunti alla Grave Digger), gli Anthenora a mio parere non disdegnano di palesare anche influenze più recenti come ad esempio Nevermore (o forse dovrei dire Sanctuary per essere più corretto) e Tad Morose. Un punto d'onore di questo "Soulgrinder" è indubbiamente l'estrema potenza infusa in ogni minuto della tracklist, ed a suprema testimonianza di quanto appena affermato vi invito all'ascolto di "A New Rebellion" e "Dream Catcher". Quello che secondo me farà facilmente breccia nel pubblico è il dualismo tra un'impostazione chiaramente classica e sempreverde del sound offerto dalla band, e l'attenzione vigile verso le novità che la scena metal sforna quotidianamente. Complessivamente il sound è molto fluido, indubbiamente la forte sicurezza ed esperienza del gruppo salta all'orecchio e rende molto accomodante l'ascolto. Sono rimasto colpito dalle tinte fortemente drammatiche presenti nell'interpretazione del singer Gigi Bonansea, capace di variare dal tipico Dickinson-style ad una girandola di momenti di rabbia oscurità e lirismo in maniera davvero encomiabile. Ottimi brani si segnalano tra gli altri la title track, la bellica "The Call Of The Undead", "Cassandra" e "Steel Brigade" (con un riffing assai vicino a "Two Minutes To Midnight"). "Hellish Fire", più che altro per il ritornello, rappresenta invece una imprevista divagazione in terra helloweeniana vecchia maniera. L'Heavy metal degli Anthenora è molto chiassoso, tanto che spesso e volentieri sembrerebbe potersi spingere addirittura fino alle porte del thrash, se solo la band lo desiderasse. Grind your soul!

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