Reviews



04/07/2010

THE GHOST OF IWO JIMA - Metal Empire.it (ITA) 3/5

http://www.metal-empire.it
Tornano gli elettrici Anthenora con il loro ultimo lavoro, The Ghost of Iwo Jima. Il gruppo, nato nel 1990 a Saluzzo, ci propone il sound caratteristico a cui ci hanno abituato con i loro precedenti album: un heavy/power metal diretto, aggressivo, a tratti un po’ grezzo. Metal Empire ha già avuto modo di occuparsi della band e di un loro precedente lavoro (Soulgrinder, uscito nel 2006 sotto l’etichetta Mygraveyard production). Andiamo ora ad analizzare la loro ultima fatica.
Si parte con l’evocativa Machine-Gunner, che dà inizio alla movimentata dozzina di tracce: buona canzone, ma che in verità sa un po’ troppo di già sentito. Segue The Sniper, pezzo sì accettabile ma che invero può risultare alquanto ripetitivo, con un ritornello che alla lunga appare quasi come una scusa per occupare tempo. Buone le sezioni d’assolo. Neanche Valkyria si rivela eccellente dal punto di vista vocale, nonostante possa contare su una buona sezione strumentale. Un’aggressiva chitarra darà inizio alla discreta The Old Guard, che forte anche di un ritornello orecchiabile si classifica come traccia abbordabile e di buona fattura. Gradevole è anche A Bridge Too Far, che oltre a comprendere un deciso ritornello, alle ultime battute ci regala un’onirica sezione chitarristica. Con Her Eyes, il gruppo presenta una traccia più melodiosa e meno frenetica. La ballad, nonostante le premesse, alterna momenti di tranquillità con altri scanditi da riff più pesanti. Parte e si mantiene scoppiettante la successiva Leningrad. Le rabbiose chitarre non si fermano, e ci regalano un altro pezzo godibile come Pathfinders. L’intro “marittima” ben si addice alla seguente Poseidon, canzone a tratti melodica. Il pezzo dal bizzarro titolo The War of the Rats si rivela modesto, senza infamia e senza lodi, sulla cui scia si muove anche il seguente Enigma. Più gradevole è invece l’omonima traccia che dà il nome al disco.
A recensione quasi conclusa, si può definire questo ultimo lavoro degli Anthenora un poco altalenante. Se da un lato abbiamo tracce adrenaliniche e “metalliche” al punto giusto (e queste sono la maggioranza), nell’altro versante restano quelle canzoni riuscite solo a metà e di impatto moderato.


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