Reviews



30/04/2004

The Last Command - DEFENDER OF STEEL

http://www.defenderofsteel.net
Review from DEFENDER OF STEEL e-zine
AUTHOR Mirko (I.N.R.I.)
MARK 8.5/10

ANTHENORA - The Last Command

Mi ha fatto davvero male leggere in questi giorni, le enormi puttanate partonite dalla menti bacate dei soliti quattro metal-neonati a cui tanto piace darsi una parvenza (del tutto virtuale ad onor del vero...) da vecchio rocker-incallito, sbandierando una (enesistente) "metallica esperienza quarantennale" che poi, alla prima prova del nove "scricchiola" inesorabilmente. Sinceramente, davvero, vorrei capire cosa cazzo gli viene impiantato (aldila' delle tonnellate di ignoranza caprina...) al posto del cervello, in alcuni esponenti-scrivani della cosiddetta nuova generazione "di comprovata fede metallica", visto che poi oltretutto, non hanno nemmeno un minimo di furbizia, dicasi f-u-r-b-i-z-i-a, che li porterebbe a dare almeno un occhiata ai siti ufficiali delle bands (della band in questo caso...) e cercare cosi' almeno un minimo di conferma, un minimo di "appiglio" alle proprie, ridanciane, elugubrazioni!!! Niente, nisba, nada, nulla, un cazzo... Si sa', l' umilta' e' ormai una specie-animale (in compenso proliferano le bestie...) in via di estinzione.
Cosi' in questi giorni intere carovane di emeriti minchioni (sorry, ma non so' definire un altro aggettivo, per etichettare tali "signori"...) sfilano in tutta la loro boriosa "non-chalance" esternando giudizi, affermazioni, e conclusioni qualunquistiche sull' operato di una band gli Anthenora, divenuta nel corso degli anni, sorta di autentica istituzione della scena metal piemontese e non solo... Se' in Italia, signori, esiste una band, a cui davvero mai nessuno ha "regalato" nulla nel corso della loro carriera, sia in termini di critica che in termini di notorieta', questi sono proprio gli Anthenora. Una band che ha letteralmente sputato sangue, suonando in ogni cazzo di infimo buco di questa nostra cara italietta. Una band che arriva al sospirato primo importante record deal (e cazzo raga', era ora!!!) dopo anni di dura, immeritata e sacrosanta gavetta. Una gavetta e un cammino artistico affrontato sempre lavorando sodo e sempre con la massima serieta', semplicita', onesta', umilta' e infinita simpatia che li contraddistingue. "The Last Command" e' il primo album distribuito su scala mondiale degli Anthenora, dopo il precedente mini Cd (capolavoro) "The General's Awakening" datato 2002. Un debut a cui i nostri arrivano rifilando l'ennesimo schiaffo morale ai propri detrattori, e/o semplici invidiosi di turno. Uno schiaffo morale che arriva attraverso l'unica arma da sempre vincente e convincente che gli Anthenora amano usare: LA MUSICA! Cosi' per tutti quelli che credevano che i nostri non sarebbero mai riusciti a scrollarsi di dosso il fin troppo ingombrante Iron Maiden fardello, "The Last Command" arriva zitto zitto come un elefante in una cristalleria per mettere a tacere tutti, ma proprio tutti. Rispetto al precedente "The General's Awakening" lo stile della band subisce l'ennesima evoluzione artistico/stilistica, dettata piu' che altro dall' evidente personalita' da sempre insita in questi cinque attenti musicisti e alla loro voglia di non lasciare mai nulla al caso. Cosi' gia' dalla granitica opener title track, i nostri sono alle prese con una song dalle chiare riminescenze U.S Power, (e ritmiche vagamente Thrash bay area) un esordio nell' esordio se' cosi' si puo' definire, che magari vi potra lasciare un po' spiazziati con i primi ascolti, sopratutto se' siete fra coloro che seguono gli Anthenora dagli inizi (parliamo dei primi anni novanta...). Soluzione estemporanea comunque, visto che gia' con la successiva "Operation Sea Lion" con il suo refrain "ruffiano" rifanno capolino i "vecchi" Anthenora quelli capaci di dare vita a metal song memorabili dove potenza e melodia viaggiano che e' una meraviglia! Stesso discorso per un altro gioiello di questo platter "Dark Alliance" dall 'intro tellurica e melodia di non facile presa che ricalca molto il trademark, autentica croce e delizia, di bands come i Vicious Rumors e il loro vincente connubio fatto di ritmiche furiose e melodia al vetriolo. Condita da poderosi stacchi heavy e melodie armonizzate a due chitarre, un altro episodio degno di elogi: "Hunter", song cadenzata dal refrain corale e preziosa prova solista del duo Bruni/Pomero. In chiusura del platter, da segnalare la bella cavalcata maideniana di "Machines Of War", per la serie il primo amore non si dimentica mai, e la bizzarra "The Fortress". Bizzarra nei suoi tredici minuti e zero quattro (!) cosi' concepita, dalla band, per dare spazio alla piu' volte annunciata "ghost song" presente in "The Last Command". "Ghost song", che per la cronaca, altro non e' che la bellissima "The Savior" brano di punta del precedente Ep, autoprodotto, "The General's Awakening"... altro che medley annunciato dai genialoidi vari di cui sopra... Continuando di sto' passo, gente, mi sa' che tra un po' ci proporranno, a noi tutti, di comprarci l'ultimo album della band caposcuola del death metal di nome Le Vibrazioni...

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