Reviews



25/04/2004

The Last Command - METAL INSIDE

http://www.metalinside.it
Review from METAL INSIDE e-zine
AUTHOR Stefano "Steven Rich" Ricetti
MARK 8/10

ANTHENORA - The Last Command

Finalmente dopo 14 anni , si !, avete letto bene , proprio 14 anni di onoratissima carriera i piemontesi Anthenora sfornano il loro primo full-lenght su dischetto ottico. Molti di voi li conosceranno come tribute band degli Iron Maiden , ma in questo The Last Command la band riesce a scrollarsi di dosso quasi totalmente il sapore del gruppo inglese e creare un suono che e' molto più legato al grezzo metallo tedesco alla Running Wild / Grave Digger / X-Wild. Le influenze NWOBHM comunque giustamente non svaniscono del tutto ma oltre alla sopraccitata vergine di ferro non mancano riferimenti a Saxon e Savage. Una spruzzata di US power metal degli eighties qua e là tuttavia la si intravede. Si parte subito alla grande con la title track : The Last Command e' una mazzata alla Metal Church in piena faccia, belle schitarrate e il piede premuto a fondo sull'acceleratore. Meglio , a mio parere , non si poteva cominciare , qui di Iron Maiden non c'è alcuna traccia. Ancora di heavy metal puro si tratta in Operation Sea Lion : sezione ritmica massiccia , un grandioso 4/4 "carico" che fa da colonna portante a quest'altro ottimo tassello firmato dai cuneesi.
Un incedere iper-classico introduce la seguente Prophet of Sorrow , archetipo del pezzo HM grezzo e sanguigno.
Con Dark Alliance i ritmi si rallentano ( di poco ) , inserti melodici esplodono in un coro accattivante. La successiva Hunter , tipicamente class metal oriented , ha richiamato nella mia mente gli indimenticati Elektradrive e , sapendo che livello raggiungevano i torinesi , avete capito di che caratura sia il pezzo. Un bel basso potente subito raddoppiato da una chitarra bene in evidenza ed ecco General K , seguita a ruota dalla veloce ed orecchiabile Foreteller. La successiva Legion e' ancora HM ottantiano di razza cosi' come Machines Of War che pur scorrendo via bene , forse per la ripetitivita' del coro , non e' al livello degli altri pezzi dell'album. La conclusiva Fortress e' la classica composizione dove ciascun componente degli Anthenora puo' esprimersi appieno, una clinica pulizia del suono immersa in una ritmica non esagerata permette ai vari strumenti di troneggiare nello spazio loro concesso. Il vocalist Gigi qui fa la parte del leone. A sorpresa ci si para davanti la ghost track che altro non e' che The Savior , la gemma del precedente EP autoprodotto The General's Awakening , come detto dal gruppo in sede di interviste varie , rappresenta il collegamento ideale fra il precedente lavoro e quest'ultimo. Morale : questo CD degli Anthenora e' fluido , non stanca , i cali di tensione sono ridotti e non inficiano il risultato finale che risulta ben oltre la media delle uscite attuali del genere. Unico appunto che mi sento di muovere ( ma sto cercando il pelo nell'uovo ) , avrei gradito una maggiore potenza nella produzione. Chi si aspetta innovazioni stia alla larga da questo CD viceversa , se amate il vero metallo degli anni ྌ fatto con il cuore e la passione , non lasciatevi sfuggire questo The Last Command. Parola di Defender.

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