Reviews



27/10/2010

the ghost of iwo jima - Holymetal (ITA) 7,5/10

http://www.holymetal.com
Per mio mero gusto personale, ritengo che l'Heavy Metal, quello classico, non possa variare nella forma o nella sostanza, dato che è già stato ampiamente codificato ed “ampliato” nei gloriosi 80's da bands che, sicuramente, non riavremo mai più o, se sono ancora in vita, sovente sono fotocopie sbiadite degli antichi fasti.
MA, ascoltando “The Ghosts Of Iwo Jima”, terzo album in studio degli Anthenora, Heavy/Power combo da Saluzzo (Cu), mi smentisco, poiché si rivela stupendamente arrangiato, suonato e prodotto, anche se è... moderno!
Beninteso che l'aggettivo “moderno” non vada preso come sinonimo di voci rappate, filler e ritornelli da “checche”, tutt'altro, gli Anthenora sono un gruppo con le palle e ce lo dimostra questo album, che si ispira alla battaglia, avvenuta durante la seconda guerra mondiale, tra l'esercito americano e quello giapponese, per la conquista dell'isola di Iwo Jima, importante punto strategico.
Passando al succo di questa recensione, la musica, siamo immediatamente travolti dal bombardiere Anthenora, grazie a toste dosi di Power mai scontato o banale e come dicevo, ben strutturato e di non subitanea assimilazione.
Va detto anche che i momenti anthemici non latitano, grazie anche alla virile ugola di Luigi Bonansea, basti sentire brani quali l'accoppiata iniziale “Machine-Gunner” o la successiva “The Sniper” ed il suo ossessivo refrain! (Da sottolineare l'immensa prova del nuovo bassista Marco Castellano, qui alle prese anche con partiture sleppate, in evidenza anche nella struttura di “A Bridge Too Far”)
Dimenticavo di aggiungere che gli Anthenora non sono affatto dei principianti, anche perchè il loro primo demo risale al 1991, quindi in 20 anni di onorata gavetta, riciclatisi anche come Iron Maiden tribute, gradualmente sono arrivati al sound di “The Ghosts Of Iwo Jima”, nel quale il gruppo del chitarrista “Pooma” Pomero, è baciato da un songwriting veramente di qualità cristallina.
Non stupiamoci quindi se il quintetto piemontese ci regala anche una song da veri defenders come “The Old Guard”, con un testo a tratti commovente, per quanta dedizione sprizza dai pori d'acciaio!
Per concludere, se amate l'Heavy possente ed al passo coi tempi, fate vostro questo “The Ghosts Of Iwo Jima”, poiché in tutte le scelte intraprese, gli Anthenora sembrano non sfigurare mai, ad esempio nei tratti più tristi (“Her Eyes”), o quelli più attuali (“Leningrad”, “The War Of The Rats”), per non parlare delle compatte iniezioni teutoniche, somministrate con “Pathfinders”, che, a mio avviso sono sempre le migliori!
Intelligenti e non fossilizzati, questi sono gli Anthenora, prendere o lasciare!


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